Attraverso le nostre circolari, selezioniamo ogni settimana le notizie più importanti ed interessanti per la gestione della tua azienda suddividendole per categoria affinchè possano essere di facile comprensione a chiunque.

SACCHETTI DI PLASTICA PER LA SPESA

Gentile Cliente,

A partire dal 01/01/2018 , i commercianti non potranno più omaggiare le borse/sacchetti ai propri clienti, bensì dovranno far risultare dallo scontrino o dalla fattura l’addebito del sacchetto.

Tale norma riguarda le borse utilizzate per:

  1. Il trasporto della merce acquistata
  2. Il trasporto di alimenti sfusi come frutta, ortaggi, pane etc….

La norma non prevede un prezzo minimo, pertanto sarà a discrezione del commerciante applicare il prezzo ( € 0,01 – € 0,05 etc…). La vendita della borsa dovrà quindi risultare dallo scontrino o dalla fattura fiscale, pertanto dovrà essere assoggettata ad iva. Per chi avesse il registratore di cassa, consigliamo di sentire i programmatori, in quanto l’importo dovrà essere evidenziato distintamente sullo scontrino.

L’obbligo non riguarda le borse di carta, tessuti di fibre naturali, o materiali diversi dai polimeri.

La normativa prevede ingenti sanzioni per mancata indicazione sullo scontrino/fattura, sanzioni che vanno da un minimo di 2.500,00 a 25.000 euro. La sanzione sarà aumentata fino a 4 volte se la violazione riguarda grosse quantità di borse.

Consigliamo visto le sanzioni, di attivarsi immediatamente per il rispetto della normativa.

 

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento

NOVITA’ FISCALI 2018

Con la presente, riassumiamo le importanti novità introdotte dalla legge di Bilancio 2018.

BONUS RISPARMIO ENERGETICO:

Viene prorogato al 31 dicembre 2018 la detrazione del 65% sulle spese per gli interventi sul risparmio energetico.

La detrazione è ridotta però al 50% per le spese, sostenute dal 1° gennaio 2018, relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe energetica A.

Sono esclusi dalla detrazione gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione con efficienza inferiore alla classe energetica A.

La detrazione si applica nella misura del 65% per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe energetica A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

La detrazione si applica nella misura del 65% anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, sostenute dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro.

Per poter beneficiare della suddetta detrazione gli interventi in oggetto devono condurre a un risparmio di energia primaria (PES) pari almeno al 20%.

La detrazione per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili passa dal 65% al 50% fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

BONUS RISTRUTTURAZIONI:

Si proroga al 31 dicembre 2018 la detrazione del 50% sulle spese per gli interventi per le ristrutturazioni edilizie.

Inoltre, al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi agevolabili, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, sono da trasmettere per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati.

BONUS AREE VERDI:

Prevista, per l’anno 2018, una detrazione IRPEF pari al 36% delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla:

  1.  “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  2.  realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione spetta anche per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo.

In tale ipotesi la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Tra le spese agevolabili sono comprese quelle di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi ivi indicati.

La detrazione spetta a condizione che i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni ed è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Si applicano le stesse norme previste per il bonus ristrutturazioni (art. 16-bis, commi 5, 6 e 8 TUIR).

CEDOLARE SECCA:

Si conferma l’applicazione dell’aliquota ridotta del 10% in caso di contratti a canone concordato.

AGEVOLAZIONI PER IL TRASPORTO PUBBLICO:

Introdotta una nuova fattispecie di detraibilità dall’imposta lorda relativa alle spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, fino alla concorrenza del suo ammontare, nella misura del 19% per un importo delle spese stesse non superiore, in ciascun periodo di imposta, a 250 euro annui.

La detrazione spetta anche se le spese sono sostenute nell’interesse dei familiari a carico e il limite massimo di detrazione di 250 euro deve intendersi riferito cumulativamente alle spese sostenute dal contribuente per il proprio abbonamento e per quello dei familiari a carico.

SUPER E IPERAMMORTAMENTO:

Si prorogano per l’anno 2018 le misure del super e iper ammortamento, con le seguenti modifiche:

– il super ammortamento, nel 2018, passa dal 140% al 130% e sono esclusi dalla misura gli investimenti in veicoli e gli altri mezzi di trasporto; è possibile fruirne anche per gli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2019, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione;

– l’iper ammortamento viene confermato nella misura del 250%. L’iper ammortamento è possibile anche per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

– è confermato, in misura pari al 140%, anche il super ammortamento relativi ai beni immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0, che si applica ai soggetti che usufruiscono dell’iper ammortamento 2018. Tra i beni agevolabili, sono aggiunti anche (allegato B alla legge n. 232/2016):

1) i sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;

2) i software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;

3) i software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-fabbrica, fabbrica-campo con integrazione telematica dei dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field).

Vengono confermate le norme:

– sulla documentazione resa dal legale rappresentante o da un perito per i beni superiori a 500.000 euro;

– sui casi di esclusione dalle predette agevolazioni.

CREDITO D’IMPOSTA SULLE SPESE PER LA FORMAZIONE

Previsto, per tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che effettuano spese in attività di formazione nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, un credito d’imposta nella misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione.

Il credito d’imposta è riconosciuto, fino ad un importo massimo annuale di euro 300.000 per ciascun beneficiario, per le attività di formazione pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Sono ammissibili al credito d’imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti elencati nell’allegato A alla legge.

Non si considerano attività di formazione ammissibili la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo, non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’IRAP, non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi, ed è utilizzabile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti esclusivamente in compensazione.

Ai fini dell’ammissibilità al credito d’imposta, i costi sono certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. Tale certificazione deve essere allegata al bilancio. Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti. Il revisore legale dei conti o il professionista responsabile della revisione legale dei conti, nell’assunzione dell’incarico, osserva i princìpi di indipendenza.

BONUS RENZI

Vengono elevate le soglie reddituali per l’accesso al bonus 80 euro, allargando così la platea dei destinatari.

Resta ferma la misura del credito, pari a 960 euro annui.

A fronte della vigente soglia di 24.000 euro, il bonus spetta per un reddito complessivo non superiore a 24.600 euro.

Analogamente, si dispone che il bonus decresca, fino ad annullarsi, in presenza di un reddito complessivo pari o superiore a 26.600 euro (a fronte dei vigenti 26.000 euro).

CESSIONE GRATUITE DI ECCEDENZE ALIMENTARI E DI FARMACI

Vengono specificate più puntualmente le disposizioni fiscali per le cessioni gratuite di eccedenze alimentari, di medicinali ed altri prodotti ai fini di solidarietà sociale (tipologie di beni ceduti gratuitamente per le quali non opera la presunzione di cessione; procedure relative al trasporto dei beni e alla corretta comunicazione delle cessioni agli uffici competenti).

In particolare, rientrano nelle agevolazioni le cessioni di:

– eccedenze alimentari;

– medicinali donati secondo le modalità individuate dal decreto del Ministro della salute;

– articoli di medicazione di cui le farmacie devono obbligatoriamente essere dotate secondo la farmacopea ufficiale, non più commercializzati, purché in confezioni integre, correttamente conservati e ancora nel periodo di validità, in modo tale da garantire la qualità, la sicurezza e l’efficacia originarie;

– prodotti destinati all’igiene e alla cura della persona, dei prodotti per l’igiene e la pulizia della casa, degli integratori alimentari, dei biocidi, dei presìdi medico chirurgici, dei prodotti di cartoleria e di cancelleria, non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano l’idoneità all’utilizzo o per altri motivi similari;

– altri prodotti individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano l’idoneità all’utilizzo o per altri motivi similari.

I beni ceduti gratuitamente di cui sopra non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ai sensi dell’art. 85, comma 2 TUIR.

Le agevolazioni si applicano a condizione che:

  1.  per ogni cessione gratuita sia emesso un documento di trasporto;
  2.  il donatore trasmetta, entro il giorno 5 del mese successivo a quello in cui sono state effettuate le cessioni, agli uffici dell’Amministrazione finanziaria e ai comandi della Guardia di finanza competenti, per via telematica, una comunicazione riepilogativa delle cessioni effettuate in ciascun mese solare, con l’indicazione, per ognuna di esse, dei dati contenuti nel relativo documento di trasporto nonché del valore dei beni ceduti, calcolato sulla base dell’ultimo prezzo di vendita. Il donatore è esonerato dall’obbligo di comunicazione per le cessioni di eccedenze alimentari facilmente deperibili, nonché per le cessioni che, singolarmente considerate, siano di valore non superiore a 15.000 euro;
  3.  l’ente donatario rilasci al donatore, entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre, un’apposita dichiarazione trimestrale, recante gli estremi dei documenti di trasporto o dei documenti equipollenti relativi alle cessioni ricevute, nonché l’impegno ad utilizzare i beni medesimi in conformità alle proprie finalità istituzionali.

Inoltre, sono previste alcune disposizioni di coordinamento, resesi necessarie con la recente entrata in vigore del D.Lgs. n. 117/2017.

AUMENTO ESENZIONI COMPENSI PER ALCUNE ATTIVITA’ MUSICALI E PER ATTIVITA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE

Si innalza da 7.500 a 10.000 euro l’ammontare che non concorre a formare il reddito imponibile a fini IRPEF delle indennità, dei rimborsi forfettari, dei premi e dei compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale (da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche aventi finalità dilettantistiche) nonché dei compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche, individuati dall’art. 67, comma 1, lettera m), TUIR.

ADEMPIMENTI IVA SETTORE CARBURANTI

A decorrere dal 1° luglio 2018 viene abolita la scheda carburante, l’avvenuta effettuazione dell’operazione deve essere provata dal pagamento mediante carta di credito, carte di debito o carte prepagate.

SOSPENSIONE DELEGHE DI PAGAMENTO

L’Agenzia delle entrate può sospendere, fino a trenta giorni, le deleghe di pagamento (F24) delle imposte effettuate mediante compensazioni che presentano profili di rischio, al fine del controllo dell’utilizzo del credito.

PROROGA RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI

Si prorogano i termini per la rivalutazione di quote e terreni da parte delle persone fisiche, confermando l’aliquota dell’8% in relazione alla relativa imposta sostitutiva.

In particolare, la norma consente di rivalutare anche i terreni e le partecipazioni posseduti al 1° gennaio 2018; il termine di versamento dell’imposta sostitutiva è fissato conseguentemente al 30 giugno 2018 (nel caso di opzione per la rata unica, altrimenti, come già previsto in passato, in tre rate annuali di pari importo); la perizia di stima dovrà essere redatta ed asseverata, al massimo, entro il medesimo temine del 30 giugno 2018.

ROTTAMAZIONE EQUITALIA

L’agenzia delle Entrate Riscossione, ex Equitalia, ha riaperto i termini per la rottamazione:

Chi ha un debito in Equitalia, iscritto a ruolo fino al 30 settembre 2017, potrà pagare il debito senza l’applicazione delle sanzioni e degli interessi di mora.

 

Tale domanda dovrà essere presentata direttamente in Equitalia entro il 15/05/2018, per procedere poi al pagamento in un’unica soluzione entro il 31/07/2018 oppure in massimo 5 rate.

 

Se vuoi ulteriori informazioni contattaci, potremo occuparci noi di tutto, dal richiedere l’estratto completo della tua posizione debitoria in Equitalia, calcolare la convenienza o meno della rottamazione, fino alla presentazione della domanda!

 

Rimaniamo a disposizione quindi per qualsiasi chiarimento

IL NUOVO REGIME FORFETTARIO..E’ DAVVERO COSì CONVENIENTE PER TE?

REQUISITI:

  1. Il limite dei ricavi dipende dal codice ATECO, secondo la seguente tabella:

CODICE ATECO

SETTORE

LIMITI COMPENSI

COEFF. REDDITIVITA’

( 10-11) INDUSTRIE ALIMENTARI

45.000

40%

45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 COMMERCIO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO

50.000

40%

47.81 COMMERCIO AMBULANTE E DI PRODOTTI ALIMENTARI E BEVANDE

40.000

40%

47.82 – 47.89 COMMERCIO AMBULANTE DI ALTRI PRODOTTI

30.000

54%

(41 – 42 – 43) – (68) COSTRUZIONI E ATTIVITA’ IMMOBILIARI

25.000

86%

46.1 INTERMEDIARI DEL COMMERCIO

25.000

62%

(55 – 56) ATTIVITA’ DEI SERVIZI DI ALLOGGIO DI RISTORAZIONE

50.000

40%

(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88) ATTIVITA’ PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE, TECNICHE, SANITARIE, DI ISTRUZIONE, SERVIZI FINANZIARI ED ASSICURATIVI

30.000

78%

(01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35)  – (36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99) ALTRE ATTIVITA’ ECONOMICHE

30.000

67%

 

2. Lavoratori dipendenti e/o collaboratori per un importo massimo di Euro 5.000/anno

3. Beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non superiore ad Euro 20.000. Nel conteggio rientra:

a. Beni in locazione finanziaria (costo effettivamente sostenuto)

b. Beni in locazione, noleggio e comodato (valore degli stessi)

c. I beni utilizzati promiscuamente dalla ditta (costo al 50%)

d. Non rilevano i beni immobili, acquisiti per l’esercizio dell’attività

4. Non possono accedere nel regime dei minimi:

a. i regimi speciali come:

1. Agricoltura

2. Editoria

3. Gestione telefonica

4. Intrattenimenti e giochi

5. Rivendita documenti trasporto pubblico

6. Agenzia di viaggio e turismo

7. Agriturismo

8. Vendita a domicilio

9. Rivendita beni usati o antiquariato

b. gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni a esse assimilate (articolo 5 del Tuir), ovvero a società a responsabilità limitata trasparenti

PER I SOGGETTI DIPENDENTI POSSONO ACCEDERE AL REGIME FORFETTARIO, SE NELL’ANNO NON SUPERANO EURO 30.000 DI LAVORO DIPENDENTE.

NO IRAP NO STUDI DI SETTORE, NO DICH. IVA.

TASSAZIONE DEL 15% SUL REDDITO IMPONIBILE. LA TASSAZIONE E’ PARI AL 5% NEI PRIMI 5 ANNI  DI APERTURA PARTITA IVA, SE:

  • Il contribuente non ha esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio, attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare
  • l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni
  • qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio, non sia superiore ai limiti che, a seconda dell’attività, consentono l’accesso al regime

Le detrazioni in dichiarazione dei redditi vengono annullate;

TASSAZIONE E COSTI REGIME FORFETTARIO

1° ANNO 2016 – CODICE 33.19.09 (riparazione di altre apparecchiature nca)

ricavi fatturato

25.000,00

Coeff. redditivà Reddito da considerare – 67% del fatturato

16.750,00

Inps Commercianti

2.298,14

reddito netto

14.451,86

CALCOLO IMPOSTE

imposta sostitutiva del 5% sul reddito netto

722,59

TOTALE IMPOSTE ANNO COMPETENZA 2016 – 5%

Imposta sostituiva

722,59

inps commercianti

2.298,14

TOTALE

3.020,73

 

Prima di passare al regime forfettario, valuta bene le detrazioni che hai in sede di dichiarazione dei redditi, perché ricorda, in questo regime vengono annullate.

Valuta bene inoltre, che i costi che hai ipotizzato per la tua attività non siano superiori rispetto al coefficiente di redditività che il regime ti impone.. anche in questo caso, i costi non vengono presi in considerazione, pertanto se per la tua attività non ipotizzi grosse spese può essere conveniente per te, altrimenti valuta bene il passaggio.

VENDI I TUOI PRODOTTI ON-LINE? LE 6 TIPOLOGIE DI VENDITA…

Oramai la maggior parte degli acquisti avviene tramite Internet… Molte volte ci siamo chiesti come attivare un carrello elettronico per accedere anche noi a questo mondo, ma forse frenati anche dalla mancanza di conoscenza, abbiamo abbandonato il progetto…
Sicuramente sono tante le cose da valutare, il mercato, la concorrenza, le varie campagne pubblicitarie, il sito, etc….
Partiamo intanto con il fare un po’ di chiarezza sugli aspetti fiscali delle vendite online, aspetto che molte volte preoccupa maggiormente!
Per prima cosa, partiamo con il dire che, con la vendita dei prodotti ON-LINE si parla di commercio elettronico indiretto in quanto vengono venduti beni fisici, a differenza del commercio elettronico diretto dove vengono venduti beni digitali scaricabili tramite download come musica, film, etc….

A seconda del tuo cliente, potrai trovarti di fronte a questi semplici casi:

1. CLIENTE PRIVATO

a. Italiano
b. Europeo
c. Extra Europeo

2. CLIENTE CON PARTITA IVA (SOCIETA’, LIBERO PROFESSIONISTA, DITTA INDIVIDUALE…)

a. Italiano
b. Europeo
c. Extra Europeo

1. CESSIONI DI BENI A CLIENTE PRIVATO

a. Cessione di beni a cliente privato italiano:

La cessione dei beni è esonerata dall’obbligo di emissione della fattura, dello scontrino o della ricevuta fiscale fatto salvo che la stessa ti venga richiesta dal cliente.
I corrispettivi riferiti alla vendita, dovranno essere annottati giornalmente nel registro dei corrispettivi.
Ti consigliamo, tra i dati obbligatori che il tuo cliente dovrà inserire nel portale internet, di richiedere anche il codice fiscale, così nel caso di richiesta della fattura avrai tutto il necessario.

b. Cessione di beni a privato europeo:

La cessione dei beni ad un privato dell’Unione Europea risulta un po’ più complessa. Dovrai innanzitutto verificare se l’ammontare dei corrispettivi dei beni venduti nel corso di un anno solare nel singolo Paese dell’UE , superi o meno una determinata soglia (in genere si aggira sui 100.000 Euro per Paese):
1. Nel caso in cui le operazione effettuate in un certo Paese UE non superino la soglia stabilita, in via generale l’operazione si considera effettuata in Italia, pertanto va applicata l’iva ordinaria italiana (22%).
2. Nel caso in cui le operazione effettuate in un certo Paese UE superino la soglia prestabilita, si applica l’iva del paese di destinazione in quanto l’operazione si considera effettuata nel Paese di arrivo. Per fare questo, dovrai aprire una posizione Iva nel Paese di destinazione della merce e quindi applicare l’iva locale.

c. Cessione di beni a privato extra europeo:

La cessione dei beni costituisce un’operazione non imponibile ai sensi dell’art. 8 lettera a.
Pertanto dovrai emettere fattura senza l’applicazione Iva indicando: “operazione non imponibile ai sensi dell’art. 8 comma 1 lettera a DPR 633/72”.
La merce dovrà uscire dall’Italia tramite un spedizioniere doganale;
Inoltre dovrai richiedere copia del “Documento di Accompagnamento dell’Esportazione” (DAE) e il “Documento Amministrativo Unico” (DAU) al spedizioniere. Successivamente dovrai controllare tramite l’agenzia delle Dogane, l’effettiva consegna della merce, e tenere agli atti il documento di avvenuta consegna stampabile dal sito della dogana.

2. CESSIONI DI BENI A CLIENTE PARTITA IVA

a. Cessione di beni a soggetti partita iva italiana:

Dovrai emettere fattura all’atto di consegna o spedizione dei beni. La merce può essere accompagnata dal DDT, e la fattura quindi può essere emessa il giorno 15 del mese successivo a quello di inizio trasporto.
Nel caso in cui il cliente paga la merce all’atto di compilazione dell’ordine, mediante carta di credito o PayPall, la fattura dovrà essere emessa immediatamente.

b. Cessione di beni a cliente partita iva europea:

In questo caso dovrai seguire un iter un po’ più lungo. Per semplificare la cosa, ti elenco i punti da seguire:
1. Prima di emettere qualsiasi fattura, verifica se la partita iva del cliente risulta iscritta nell’archivio VIES tramite il sito dell’agenzia delle entrate “https://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/vies/vies.html
2. Nel caso in cui il soggetto sia iscritto all’archivio VIES, dovrai emettere fattura senza applicazione dell’iva ed indicare in fattura: “Operazione non imponibile art. 41 comma 1 lett. a. DL 331/93”, e la fattura dovrà essere emessa entro il 15 del mese successivo a quello di consegna della merce.
3. Nel caso in cui il soggetto non sia iscritto all’archivio VIES, dovrai emettere fattura con applicazione dell’IVA ordinaria italiana e la fattura dovrà essere emessa entro il 15 del mese successivo a quello di consegna della merce.
4. Tutta la documentazione dovrà essere tenuta agli atti
5. Trimestralmente o Mensilmente si dovrà trasmettere all’agenzia delle dogane copia dell’elenco delle cessioni intracomunitarie effettuate.

c. Cessione di beni a soggetti partita iva extra europea:

La cessione dei beni costituisce un’operazione non imponibile ai sensi dell’art. 8 lettera a.
Pertanto dovrai emettere fattura nei confronti del cliente indicando: “operazione non imponibile ai sensi dell’art. 8 comma 1 lettera a DPR 633/72”.
La merce dovrà uscire dall’Italia tramite un spedizioniere doganale;
Inoltre dovrai richiedere copia del “Documento di Accompagnamento dell’Esportazione” (DAE) e il “Documento Amministrativo Unico” (DAU) al spedizioniere. Successivamente dovrai controllare tramite l’agenzia delle Dogane, l’effettiva consegna della merce, e tenere agli atti il documento di avvenuta consegna stampabile dal sito della dogana

SCOPRI COME PUOI DEDURRE LE SPESE DELL’AGENTE IMMOBILIARE PER L’ACQUISTO DELLA CASA

Al giorno d’oggi, dove ormai qualsiasi cosa deve essere affidata ad un esperto del settore per non inciampare in fregature o perdite di tempo, molti si affidano ad un agente immobiliare per l’acquisto della propria casa.

Lui, sicuramente, avrà la capacità di valutare in maniera obiettiva l’immobile che vorrete andare ad acquistare, saprà negoziare tra voi e il venditore e gestire tutta la fase dell’acquisto.
Però, come ogni cosa, l’agente immobiliare dovrà essere retribuito a lavoro eseguito, e trattandosi di prima casa, avrete il vantaggio di poterlo dedurre dalla vostra dichiarazione dei redditi.
L’agenzia delle entrate stabilisce che i compensi corrisposti all’agente immobiliare possono essere detratti per un importo pari al 19% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di Euro 1.000,00.
La spesa deve riferirsi all’acquisto di una unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, sia nel caso dell’acquisto della proprietà sia nel caso di acquisto di diritti reali minori ( come ad esempio l’usufrutto).

Nel caso in cui la dimora non corrisponda con la residenza, ai fini della detrazione basterà una semplice dichiarazione sostitutiva (DPR 445/2000).
Nel caso di acquisto tra più proprietari, il limite di Euro 1.000,00 deve essere ripartito tra i vari comproprietari in base alla percentuale di proprietà, anche nel caso in cui la fattura sia intestata ad un solo soggetto.

QUALI DOCUMENTI DEVI CONSEGNARE AL PROFESSIONISTA CHE TI FARA’ LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI?

Dovrai consegnare semplicemente la fattura relativa all’intermediazione immobiliare e la copia del rogito notarile.

AFFITTO NON PERCEPITO… COSA DEVI SAPERE PER NON PAGARCI LE IMPOSTE

Secondo l’art. 26 del TUIR comma 1, i canoni derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore.

Premesso questo, quindi, in sede di dichiarazione dei redditi possono essere non dichiarati i redditi derivanti da canoni di affitto non percepiti, se siamo in possesso di un provvedimento di morosità emesso dal giudice (SFRATTO).
Lo sfratto, non deve essere effettuato obbligatoriamente nell’anno di riferimento dell’affitto, ma può essere emesso entro l’invio della dichiarazione dei redditi (30/09/anno successivo), quindi, ad esempio, per i canoni di affitto non percepiti a Maggio 2015, possiamo non dichiararli nel modello Unico 2016, se avviene la procedura dello sfratto entro il 30/09/2016.

NEL CASO IN CUI LO SFRATTO AVVENGA SUCCESSIVAMENTE?

In questo caso, nel modello Unico si dovranno dichiarare anche gli affitti non percepiti, e le imposte versate sui canoni non percepiti, saranno riconosciute a credito entro 10 anni dalla dichiarazione presentata dopo il provvedimento di morosità

CREDITI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE.. SEMPRE PIU’ COMPLICATO USUFRUIRNE!

Dallo scorso 24 aprile per effetto delle disposizioni introdotte dal D.L. 50/201, convertito con legge num. 96/2017 del 24/06/2017 il pagamento dei tributi ha subito variazioni.

Riepiloghiamo le nuove disposizioni in materia di pagamento dei modelli F24:

SOGGETTI TITOLARI DI PARTITA IVA:

• Il pagamento dei tributi mediante modello F24 non è ammesso presso banche o poste, ma può essere pagato tramite canale home-banking se non sono presenti compensazioni.
• Per i modelli F24 con compensazioni fino a 5.000,00€ il modello F24 deve essere presentato tramite canali messi a disposizione dell’agenzia delle entrate (Entratel o Fisconline)
• Per i modelli F24 con compensazioni oltre i 5.000€, il modello deve essere presento sempre tramite canali Entratel o Fisconline ma la dichiarazione nella quale emerge il credito, deve essere munita del visto di conformità.

 

SOGGETTI NON TITOLARI DI PARTITA IVA

• Il pagamento dei tributi mediante modello F24 cartaceo presso banche o poste, potrà essere effettuato solo per i modelli F24, che non contengono alcuna compensazione, senza vincoli di importo
• Per i modelli F24 con saldo a zero, dovranno essere presentati obbligatoriamente con i servizi telematici messi a disposizione dall’agenzia delle entrate (consigliamo di rivolgersi ad un professionista abilitato)
• Per i modelli F24 che abbiano compensazioni con saldo finale diverso da zero, per determinati crediti d’imposta è necessario procedere sempre tramite i canali messi a disposizione dall’agenzia delle entrate, per i restanti crediti d’imposta invece, si potrà procedere liberamente con il proprio home-banking

PROROGA DEI TERMINI DI PRESENTAZIONE DEL MODELLO 770/2017

1 Premessa

Con il comunicato stampa 26.7.2017 n. 131, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annun­ciato l’emanazione di un apposito DPCM con il quale verrà disposta la proroga dal 31.7.2017 al 31.10.2017 del termine di presentazione dei modelli 770/2017.

Il differimento del termine di presentazione dei modelli 770/2017 è stato disposto per venire incon­tro alle esigenze rappresentate dalle cate­gorie professionali, in relazione ai numerosi adempimenti fiscali da effettuare per conto dei con­tribuenti e dei sostituti d’imposta.

Per effetto della proroga al 31.10.2017, sono conseguentemente differiti i termini, ad essa collegati, re­la­tivi:

  • all’invio telematico delle Certificazioni Uniche 2017 che non contengono dati da utilizzare per l’elaborazione della dichiarazione precompilata;
  • ai ravve­dimenti operosi.

2 Invio delle Certificazioni Uniche non rilevanti per la dichia­razione precompilata

L’Agenzia delle Entrate, con la circ. 7.4.2017 n. 8 (§ 21.4), che ha recepito i chiarimenti forniti nel­l’am­bito di “Telefisco” svoltosi il 2.2.2017, ha concesso la possibilità di inviare entro il termine di presentazione del modello 770/2017, senza applicazione di sanzioni, le Certificazioni Uniche 2017, relative al 2016, che non contengono dati da utilizzare per l’elaborazione della dichia­razione pre­compilata.

Si tratta quindi, ad esempio, delle certificazioni riguardanti:

  • i redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio abituale di arti o professioni, comprese quelle relative ai c.d. “contribuenti minimi” (ex 27 del DL 98/2011) o ai nuovi “contribuenti forfettari” (ex L. 190/2014);
  • le provvigioni;
  • i corrispettivi erogati dal condominio per prestazioni relative a contratti di appalto;
  • i redditi esenti.

Pertanto, qualora non ancora effettuato, l’invio telematico delle Certificazioni in esame può avve­nire entro il termine prorogato del 31.10.2017.

3 Contenuto del modello 770/2017

Al fine di evitare duplicazioni di adempimenti, la L. 28.12.2015 n. 208 (legge di stabilità 2016) ha stabilito che le trasmissioni in via telematica all’Agenzia delle Entrate delle “Certificazioni Uniche” dei sostituti d’imposta sono equiparate a tutti gli effetti alla loro esposizione nella dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770).

Conseguentemente, è stato previsto un modello “ordinario” di Certificazione Unica 2017:

  • da trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate;
  • più dettagliato, in funzione sostitutiva dell’indicazione dei dati nel modello 770/2017.

3.1 Abolizione della distinzione tra modello 770 Semplificato e Ordinario

Con il modello 770/2017, è stata inoltre abolita la precedente distinzione tra modello Semplificato e Ordinario.

Il modello 770/2017 “unificato” è quindi composto:

  • dal frontespizio;
  • dai “tradizionali” quadri del precedente modello Ordinario (SF, SG, SH, SI, SK, SL, SM, SO, SP, SQ e SS);
  • dai quadri relativi ai versamenti, alle compensazioni, ai pignoramenti presso terzi e alle ritenute sui bonifici (ST, SV, SX e SY), che ricomprendono i dati precedentemente suddivisi tra il modello Semplificato e quello Ordinario;
  • dal nuovo quadro DI, in relazione alla nuova disciplina della dichiarazione integrativa, intro­dotta dall’ 5 del DL 193/2016.

3.2 Suddivisione in più parti del modello 770/2017

I sostituti d’imposta possono però suddividere il modello 770/2017 inviando, oltre al frontespizio:

  • i quadri SS, ST, SV, SX ed SY relativi alle ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • separatamente dai quadri SS, ST, SV, SX ed SY relativi alle ritenute operate sui redditi di lavoro autonomo, sulle provvigioni, sui corrispettivi corrisposti dal condominio a soggetti imprenditori e sui redditi diversi.

In un altro flusso, oltre al frontespizio, devono essere inviati tutti i quadri relativi alle ritenute operate sui dividendi, proventi e redditi di capitale, con i connessi quadri SS, ST, SV, SX e SY.

4 Obbligo di presentazione in via telematica

Si ricorda che i sostituti d’imposta devono presentare all’Agenzia delle Entrate i modelli 770/2017 esclusivamente in via telematica:

  • direttamente, utilizzando il sistema Fisconline o Entratel;
  • oppure tramite un intermediario abilitato (dottori commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro, ecc., comprese le società del gruppo), secondo le stesse regole applicabili alle altre dichiarazioni.
Trasmissione telematica da parte di più soggetti

La trasmissione telematica del modello 770/2017 può essere effettuata da soggetti diversi (sosti­tuto d’imposta e intermediari) se la dichiarazione viene suddivisa in più parti, come sopra indicato.

5 Effetti ai fini dei ravvedimenti operosi

La proroga al 31.10.2017 del termine di presentazione dei modelli 770/2017 produce effetti anche in re­lazione ai termini previsti per i ravvedimenti operosi, ai sensi dell’art. 13 del DLgs. 472/97, ad essa collegati.

Inoltre, sono applicabili le disposizioni introdotte dalla L. 23.12.2014 n. 190 (legge di sta­­bilità 2015), in base alle quali sono stati ampliati sia i termini che le modalità per il ravvedimento, con effetto anche per le violazioni commesse prima dell’1.1.2015 (entrata in vigore della L. 190/2014).

5.1 Cause ostative al ravvedimento operoso

In base alla disciplina introdotta dalla suddetta L. 190/2014, per i tributi amministrati dall’A­gen­zia delle Entrate, il ravvedimento operoso viene precluso solo mediante la notifica degli atti di liqui­dazione e di accertamento, comprese le “comunicazioni bonarie”.

In precedenza, invece, il ravvedimento era precluso qualora la violazione fosse già stata consta­ta­ta op­pure fossero iniziati ac­ces­si, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento del­le quali l’autore, o i sog­getti solidalmente obbligati, avessero avuto formale conoscenza.

5.2 Ravvedimenti operosi relativi all’infedele presentazione dei precedenti modelli 770 e alle ritenute

Per effetto della proroga, slitta al 31.10.2017 anche il termine per regolarizzare mediante il rav­ve­di­men­to operoso, con la riduzione delle sanzioni ad un ottavo del minimo:

  • l’infedele presentazione dei modelli 770/2016 Semplificato e Ordinario, relativi al 2015;
  • l’omessa effettuazione, nel 2016, delle ritenute;
  • l’omesso, insufficiente o tardivo versamento delle ritenute operate nel 2016.

Inoltre, per effetto delle novità introdotte dalla citata L. 190/2014, entro il 31.10.2017 po­tranno es­se­re ravvedute anche le violazioni commesse:

  • nell’anno 2015, con riduzione delle sanzioni ad un settimo del minimo;
  • nelle annualità antecedenti, con riduzione delle sanzioni ad un sesto del minimo.

Il ravvedimento operoso si perfeziona mediante:

  • il versamento delle ritenute non versate e dei relativi interessi al tasso legale, nella misura pro tempore vigente;
  • il versamento dei soli interessi legali, in caso di tardivi versamenti;
  • la presentazione delle eventuali dichiarazioni integrative;
  • la corresponsione delle previste sanzioni ridotte, in relazione alle diverse violazioni (com­presa la sanzione per l’omessa effettuazione o l’omesso versamento della ritenuta e la sanzione per la mancata indicazione in dichiarazione di alcuni percipienti).

5.3 Ravvedimento operoso dell’omessa presentazione dei modelli 770/2017

Qualora non venga rispettata la nuova scadenza del 31.10.2017 per la presentazione dei modelli 770/2017, la violazione può essere regolarizzata, mediante il ravve­di­men­to operoso:

  • nei successivi 90 giorni;
  • con riduzione delle sanzioni ad un decimo del minimo.

L’omessa presentazione dei modelli 770/2017, entro la nuova scadenza del 31.10.2017, potrà quindi essere regolarizzata, mediante il ravvedimento operoso, entro il 29.1.2018 (90 giorni successivi al termine prorogato previsto per la presentazione).

Presentazione dopo 90 giorni

Decorso il suddetto termine del 29.1.2018 per effettuare il ravvedimento operoso, potrebbe però essere opportuno trasmettere comunque i modelli 770/2017 omessi, in quanto, ove la di­chiara­zione sia pre­sentata entro il termine per l’in­vio di quella relativa al periodo d’imposta successivo e comunque prima dell’inizio di attività di controllo, è possibile beneficiare:

  • del generale dimezzamento delle sanzioni amministrative (art. 2 co. 1 del DLgs. 471/97, come modificato dal DLgs. 158/2015);
  • della non punibilità per il reato di omessa dichiarazione, se è stata superata la prevista so­glia di 50.000,00 euro di ritenute non versate (artt. 5 co. 1-bis e 13 co. 2 del DLgs. 74/2000, come modificati dal DLgs. 158/2015).

LE NOVITA’ IN MATERIA DI COMPENSAZIONI E VERSAMENTI DEI MODELLI F24

1 Premessa

Il DL 24.4.2017 n. 50 (c.d. “manovra correttiva”) è stato convertito nella L. 21.6.2017 n. 96, preve­dendo nume­rose novità rispetto al testo originario.

Il DL 50/2017 è entrato in vigore il 24.4.2017, mentre la L. 96/2017 è entrata in vigore il 24.6.2017. Tuttavia, per numerose disposizioni sono previste specifiche decorrenze.

Con l’art. 3 del DL 50/2017 convertito sono state previste numerose disposizioni in materia di compensazioni, che consistono, in particolare:

  • nell’inasprimento dei vincoli all’utilizzo in compensazione “orizzontale” nel modello F24 dei crediti d’imposta, con estensione dell’obbligo del visto di conformità;
  • nell’anticipazione del termine iniziale per la compensazione dei crediti IVA, annuali o trimestrali, di importo superiore a 5.000,00 euro annui;
  • nell’introduzione di uno specifico regime sanzionatorio nel caso di compensazione “orizzontale” in violazione dell’obbligo del visto di conformità;
  • nel controllo preventivo del limite massimo delle compensazioni;
  • nell’estensione dell’obbligo, per i soggetti titolari di partita IVA, di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni.

Di seguito si analizzano le suddette novità del DL 50/2017 convertito, alla luce dei chiarimenti sinora forniti dall’Agenzia delle Entrate.

2 Obbligo del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa

Il DL 50/2017 convertito ha esteso l’obbligo del visto di conformità (o della sottoscrizione alternativa) ai fini dell’utilizzo in compensazione “orizzontale” nel modello F24, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, dei crediti derivanti:

  • dalle imposte dirette;
  • dall’IVA.

2.1 Crediti derivanti dalle imposte dirette

È stata ridotta, da 15.000,00 a 5.000,00 euro, la soglia annua oltre la quale l’utilizzo in compensa­zione “orizzontale” dei crediti è subordinato:

  • all’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni dalle quali emergono;
  • in alternativa, per i contribuenti sottoposti alla revisione legale dei conti ex 2409-bis c.c., alla sottoscrizione delle dichiarazioni, da cui emergono i crediti, da parte dei soggetti che esercitano il controllo contabile (Collegio sindacale, revisore o società di revisione iscritti nell’apposito Registro).

La suddetta riduzione a 5.000,00 euro opera in relazione all’utilizzo in compensazione “orizzontale” dei crediti relativi:

  • alle imposte sui redditi (IRPEF e IRES) e alle relative addizionali;
  • alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito;
  • all’IRAP;
  • alle ritenute alla fonte.

2.2 Crediti iva

Analogamente a quanto sopra esposto con riferimento alle imposte dirette, il DL 50/2017 convertito ha introdotto vincoli più stringenti anche alle compensazioni aventi ad oggetto i crediti IVA, sia annuali che trimestrali.

2.2.1 Compensazione “orizzontale” di crediti IVA per importi superiori a 5.000,00 euro annui

Per effetto delle nuove disposizioni, il credito IVA annuale può essere utilizzato in compensazione “orizzontale” oltre il limite annuo di 5.000,00 euro solo previa apposizione del visto di conformità (o della sottoscrizione alternativa) sulla dichiarazione IVA dalla quale emerge il credito stesso.

Estensione ai crediti IVA trimestrali

In sede di conversione in legge del DL 50/2017, l’obbligo di apposizione del visto di conformità (o della sottoscrizione alternativa) è stato esteso anche alla compensazione “orizzontale” dei crediti IVA trimestrali, se di importo superiore a 5.000,00 euro annui, che emergono dai modelli TR.

Aumento del limite a 50.000,00 euro per le start up innovative

La soglia che comporta l’obbligo del visto di conformità è stata mantenuta pari a 50.000,00 euro in relazione ai crediti IVA, sia annuali che trimestrali, delle c.d. start up innovative di cui all’art. 25 del DL 179/2012 (conv. L. 221/2012), per il periodo di iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese di cui al co. 8 del suddetto art. 25.

Momento iniziale di effettuazione della compensazione

In sede di conversione in legge del DL 50/2017 è stato modificato anche il termine iniziale di presentazione del modello F24 che riporta la compensazione dei crediti IVA.

La compensazione di crediti IVA per importi superiori a 5.000,00 euro annui, infatti, potrà avvenire a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o del modello TR da cui emergono, a seconda che si tratti di un credito IVA annuale o trimestrale, mentre in precedenza bisognava attendere il giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o del modello TR.

2.2.2 Compensazione “orizzontale” di crediti IVA per importi fino a 5.000,00 euro annui

Per i crediti IVA, annuali o trimestrali, utilizzati in compensazione “orizzontale” per un importo non superiore a 5.000,00 euro annui, resta ferma l’esclusione dall’obbligo di apposizione del visto di conformità (o della sottoscrizione alternativa); pertanto detti crediti possono essere utilizzati in compensazione “orizzontale” dal giorno successivo:

  • alla chiusura del periodo d’imposta di maturazione, in caso di credito IVA annuale;
  • a quello di presentazione del relativo modello TR, nell’ipotesi di crediti IVA trimestrali.

2.3 Decorrenza delle nuove disposizioni

In assenza di una specifica decorrenza, l’Agenzia delle Entrate, con la ris. 4.5.2017 n. 57, ha chiarito che:

  • le nuove disposizioni in materia di visto di conformità si applicano alle dichiarazioni presentate dal 24.4.2017 (data di entrata in vigore del DL 50/2017);
  • i precedenti vincoli restano, quindi, applicabili con riferimento alle dichiarazioni già presentate entro il 23.4.2017 prive del visto di conformità (ad esempio i modelli IVA 2017, relativi al 2016, presentati, di regola, entro il 28.2.2017);
  • i modelli F24 presentati successivamente al 23.4.2017, ma che utilizzano in compensazione, per importi fino a 15.000,00 euro, crediti emergenti da dichiarazioni già trasmesse entro tale data, non possono essere scartati.
Decorrenza dell’estensione del visto di conformità alle compensazioni dei crediti IVA trimestrali

Anche in relazione all’estensione del visto di conformità (o della sottoscrizione alternativa) alle compensazioni “orizzontali” dei crediti IVA trimestrali non è stata prevista una specifica decorrenza.

Al riguardo, si ritiene che, mutuando i principi espressi nella suddetta ris. 57/2017, le nuove disposizioni possano trovare applicazione a partire dai modelli TR relativi al secondo trimestre 2017, da presentare nel prossimo mese di luglio, ossia successivamente al 24.6.2017, data di entrata in vigore della L. 96/2017 (trattandosi di una modifica introdotta in sede di conversione del DL 50/2017).

2.4 Controllo preventivo del limite massimo delle compensazioni

In sede di conversione in legge del DL 50/2017 è stato inoltre stabilito che l’utilizzo in compensazione dei crediti fiscali, per un importo superiore a quello previsto dalle disposizioni che fissano il limite massimo dei crediti compensabili ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97 (700.000,00 euro annui, elevato a 1.000.000,00 di euro per i subappaltatori edili), comporta lo scarto del modello F24.

Provvedimenti attuativi

Attraverso l’emanazione di appositi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate:

  • verrà disciplinata la progressiva attuazione di tale disposizione;
  • saranno indicate le modalità con cui comunicare lo scarto del modello F24 al soggetto interessato.

2.5 Violazione dell’obbligo del visto di conformità

Il DL 50/2017 convertito ha introdotto uno specifico regime sanzionatorio al fine di contrastare l’utilizzo in compensazione “orizzontale” dei crediti fiscali:

  • in violazione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità (o della sottoscrizione alter­nativa);
  • derivanti da dichiarazioni o modelli TR “certificati”, mediante le suddette modalità, da parte di soggetti diversi da quelli abilitati.

In tali ipotesi, l’Agenzia delle Entrate procede:

  • al recupero dell’ammontare dei crediti utilizzati in violazione delle modalità sopra esposte, nonché dei relativi interessi;
  • all’irrogazione delle sanzioni.
Esclusione della compensazione per il pagamento delle somme dovute

Per il pagamento delle suddette somme dovute all’Agenzia delle Entrate è stato stabilito che non è possibile avvalersi della compensazione di cui all’art. 17 del DLgs. 241/97.

Per effetto delle modifiche apportate in sede di conversione del DL 50/2017, il divieto di compen­sazione è stato, altresì, esteso al caso di iscrizione a ruolo delle somme dovute, inibendo, quindi, la possibilità per il contribuente di avvalersi della compensazione prevista dall’art. 31 co. 1 del DL 78/2010 e dal DM 10.2.2011.

3 Presentazione dei modelli F24 da parte dei titolari di Partita IVA

Per i soggetti titolari di partita IVA è stato esteso l’obbligo di utilizzare, per la presentazione dei modelli F24, esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline), in relazione alla compensazione “orizzontale”, di qualsiasi importo, di crediti relativi:

  • alle imposte sui redditi (IRES e IRPEF) e relative addizionali;
  • alle ritenute alla fonte;
  • alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito;
  • all’IRAP;
  • all’IVA (annuale o trimestrale).

L’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, al fine di poter effettuare i previsti controlli, infatti, si applicava solo:

  • alla compensazione dei crediti IVA (annuali o trimestrali) per importi superiori a 5.000,00 euro annui;
  • in caso di modelli F24 “a saldo zero”.

3.1 Compensazione dei crediti d’imposta concessi a fini agevolativi

L’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 è stato inoltre esteso a tutte le compensazioni relative ai crediti d’imposta concessi a fini agevolativi, da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

In precedenza, infatti, tale obbligo era previsto solo in relazione a specifici crediti d’imposta (es. per investimenti nel Mezzogiorno, per attività di ricerca e sviluppo, per la ristrutturazione degli alberghi e delle sale cinematografiche, per la digitalizzazione delle strutture ricettive e degli operatori turistici, per le imprese agricole e agroalimentari, ecc.).

3.2 Decorrenza

In assenza di una specifica decorrenza, l’Agenzia delle Entrate, con la ris. 4.5.2017 n. 57, ha reso noto che, in considerazione dei tempi tecnici necessari per l’adeguamento delle procedure informatiche, il controllo in merito all’obbligo di utilizzare i servizi telematici della stessa Agenzia, in presenza di modelli F24 presentati da soggetti titolari di partita IVA che intendono effettuare la compensazione di crediti indicati in precedenza, è iniziata solo a partire dal­l’1.6.2017.

3.3 Codici tributo rilevanti ai fini dell’obbligo

La ris. Agenzia delle Entrate 9.6.2017 n. 68 ha fornito l’elenco dei codici tributo relativi alle suddette tipologie di crediti (riportati nel relativo allegato 2), il cui utilizzo in compensazione “orizzontale”, a seguito delle novità del DL 50/2017, obbliga i soli titolari di partita IVA alla trasmissione telematica del modello F24 mediante i servizi dell’Agenzia delle Entrate, fermi restando gli obblighi di utiliz­zare i servizi telematici della stessa Agenzia già previsti in base alle previgenti disposizioni (il relativo elenco di codici tributo è riportato nell’allegato 1).

3.4 Codici tributo non rilevanti ai fini dell’obbligo

La suddetta risoluzione ha inoltre chiarito che detto obbligo non sussiste in relazione a particolari codici tributo (riportati nel relativo allegato 3), evidenziati nel medesimo F24, che identificano l’utilizzo del credito in compensazione “verticale” o “interna”, ossia con un importo a debito della stessa imposta (tipicamente gli acconti e i versamenti periodici IVA).

Esclusione dei crediti relativi al c.d. “bonus Renzi” e ai rimborsi da modelli 730

La citata risoluzione ha inoltre ufficializzato i chiarimenti che erano stati forniti nel corso dell’incontro organizzato il 17.5.2017 dalla Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, in relazione all’esclu­sione dai nuovi obblighi delle compensazioni dei crediti relativi:

  • al c.d. “bonus Renzi” (80,00 euro al mese);
  • ai rimborsi erogati dai sostituti d’imposta a seguito della presentazione dei modelli 730.

3.5 Soggetti non titolari di partita IVA

Il DL 50/2017 convertito non modifica la disciplina di presentazione dei modelli F24 applicabile ai soggetti non titolari di partita IVA.

Al riguardo, si ricorda che nei confronti di tali soggetti l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 si applica solo in caso di:

  • modelli F24 “a saldo zero”;
  • utilizzo in compensazione di determinati crediti d’imposta concessi a fini agevolativi, il cui elenco, con i relativi codici tributo, è riportato nell’allegato 1 alla ris. Agenzia delle Entrate 9.6.2017 n. 68.

Al di fuori di tali fattispecie, i soggetti non titolari di partita IVA possono presentare i modelli F24, contenenti compensazioni, anche mediante i sistemi di home banking messi a disposizione dalle banche, dalle Poste o da altri prestatori di servizi di pagamento.

Qualora, invece, il modello F24 non contenga alcuna compensazione, i soggetti non titolari di partita IVA possono presentarlo anche in formato cartaceo presso gli sportelli bancari, gli uffici postali o gli Agenti della Riscossione, indipendentemente dall’importo complessivo da versare.